lunedì 6 maggio 2013

I 5 Rioni di Faenza: storia, tradizioni ed eventi

Società di Area "TERRE di FAENZA" www.terredifaenza.it

I 5 Rioni di Faenza: storia, tradizioni ed eventi

Musei e biblioteche rionali, edifici d'inestimabile valore, rievocazioni storiche, gastronomia rinascimentale, Palio del Niballo, cavalli e cavalieri

 

Faenza (RA) è una città ricca di cultura e tradizioni che scaturiscono dalla propria secolare storia. Storia che diviene spettacolo e coinvolgimento, per i cittadini ma anche per i tanti visitatori che ogni anno frequentano la città celebre in tutto il mondo per le sue ceramiche artistiche, grazie ai Rioni. Attraverso la visita dei Rioni è dunque possibile intraprendere un interessante e originale percorso cittadino, alla scoperta di alcuni degli angoli più affascinanti e suggestivi di Faenza.

 

I cinque Rioni, nel rispetto dell'antica ripartizione cittadina, rappresentano le zone in cui attualmente è diviso tutto il territorio urbano ed extra urbano di Faenza e precisamente: Rione Bianco - Borgo Durbecco, Rione Giallo - Porta Ponte, Rione Nero - Porta Ravegnana, Rione Rosso - Porta Imolese, Rione Verde - Porta Montanara.

I Rioni presero il nome della porta cui era affidata la difesa degli abitanti circostanti in caso di assedio, mentre nel settecento subentrò nel nome anche il colore originato dal proprio gonfalone.

 

I Rioni promuovono varie attività e manifestazioni in particolare a valenza rievocativa, culturale, storica, in primis il rinomato e celebre "Palio del Niballo", in programma sempre la quarta domenica del mese di giugno, in questo 2013 il giorno 23 si svolgerà la 57° edizione. Il Palio rappresenta solo il momento conclusivo di una serie di appuntamenti spettacolari, conviviali e gastronomici. Infatti, tutte le sere della settimana precedente la gara, i 5 Rioni danno vita a serate gastronomiche con menù a tema e tradizionali, con anche la riproposizione di pietanze rinascimentali. Mentre il venerdì sera antecedente la Bigorda d'Oro (7 giugno) e il sabato sera antecedente il Palio del Niballo (22 giugno) si svolgono le cene propiziatorie per le vittorie.

 

Rione Bianco - Borgo Durbecco (Piazza Fra Sabba, 5 - 0546 634478 www.rionebianco.it)

La sede del Rione Bianco è adiacente alla Chiesa della Commenda, uno degli edifici storico-artistici più importanti dell'intero patrimonio faentino. La data di fondazione risale ai secoli XI°-XII°, mentre il campanile, restaurato dopo la guerra, è del cinquecento. Il Museo rionale conserva molte testimonianze storiche del Palio, la Sala dei Costumi e, nella biblioteca, sono conservati l'archivio fotografico del Rione, i manifesti riguardanti il Palio e altre manifestazioni italiane ed estere a cui hanno partecipato gli sbandieratori, libri e altri testi di ricerca storica sui costumi e sulle tradizioni.

 

Rione Giallo – Porta da Ponte (Via Bondiolo, 85 - 0546 660663 www.rionegiallo.it)

Possiede un ricco patrimonio di modelli e costumi, armi e armature che vengono indossate dalle comparse rionali in occasione delle varie manifestazioni alle quali il Rione partecipa. Ha inoltre una propria biblioteca, intitolata al poeta faentino Angelo Lapi, che raccoglie testi e documenti che trattano la storia rinascimentale, con particolare attenzione a quella faentina. Ogni anno il Rione Giallo organizza anche una serie di conferenze su vari argomenti, dalle religioni all'ippologia.

 

Rione Nero – Porta Ravegnana (Via della Croce, 14 - 0546 681385 www.rionenero.it).

La sede del Rione Nero è ubicata all'interno di un'area cortilizia dove si effettuano tutte le attività rionali. Nella sede vengono custoditi i drappi di raso rosso testimoni delle vittorie conseguite nella corsa del Palio del Niballo. La sede accoglie  al piano superiore un museo nel quale si conservano i ricchi costumi da sfilata e i pannelli ceramici a ricordo dei palii vinti dai cavalieri, eseguiti dai migliori maestri d'arte della ceramica faentina.

 

Rione Rosso – Porta Imolese (Via Campidori, 28 - Tel 0546 680808 www.rionerosso.it)

La sede del Rione anticamente ospitava il Convento delle Suore Clarisse. All'interno, al piano terreno, vi sono i locali del Circolo ricreativo; l'area cortilizia, con l'antica torre dove un tempo veniva essiccata la seta, divide i locali della cucina e della sala da pranzo. Caratteristiche sono le cantine, denominate "Baiocco": esse si sviluppano in tre navate, più una quarta denominata "Baiocchino". Varie sono le attività che si svolgono i tali locali che facilmente si prestano per mostre e conferenze. Nel periodo che precede il Palio si effettuano cene Rinascimentali. Al piano superiore vi sono le "Sale nobili" all'interno delle quali sono esposti i costumi che, in occasione del Palio, vengono usati per la vestizione dei personaggi che compongono la "Passeggiata Storica".

 

Rione Verde - Porta Montanara (Via Cavour, 37 - Tel 0546 681281 www.rioneverde.net)

I locali che occupa appartengono a uno dei nuclei architettonici più antichi di Faenza. Notizie storiche attestano che in quel luogo sorgeva un monastero benedettino risalente al 700 d.C che è rimasto attivo fino alla soppressione napoleonica. Nel 2009 il complesso è stato ristrutturato ed è stata ricostruita l'ala mancante dell'antico chiostro e realizzata una struttura ricettiva polivalente.

Fra le varie attività del Rione Verde ci sono:  la gestione di Fontanonearte, una galleria situata in un edificio architettonico di prestigio, nella quale sono organizzate circa 40 mostre l'anno; la realizzazione della "Fiera di San Rocco" nella prima domenica di novembre; l'organizzazione di conferenze e  attività ludiche.

Dalla prima domenica di giugno si organizzano vari eventi, fra i quali "La Folle Corsa delle Bighe": una goliardica corsa  in costume.

 

Tutti e 5 i Rioni, inoltre, gestiscono la propria scuderia situata al Centro Civico Rioni (via S. Orsola n.31). All'interno della struttura si allenano tutto l'anno i cavalieri per la disputa del Niballo. Si tratta di uno spazio con grosse potenzialità che in questi anni ha ospitato molte manifestazioni equestri.

 

PALIO

Il Niballo è una delle più antiche e conosciute giostre medioevali (risale al 1164) che si disputa ogni anno la 4° domenica di giugno allo stadio comunale "Bruno Neri" (inizio ore 18). A sfidarsi sono i cavalieri dei 5 Rioni. La gara consiste in una corsa al galoppo al termine della quale si deve colpire con la lancia il bersaglio, di 8 centimetri di diametro, posto all'estremità dei due bracci del Niballo. La corsa è preceduta da un Corteo Storico a cui prendono parte oltre 400 figuranti in rappresentanza di tutti i Rioni e del Gruppo Municipale, che rappresenta la sesta entità del Palio del Niballo e che riunisce in sé tutte le cariche che sovrintendono al regolare svolgimento della gara.

Secondo la tradizione, il Niballo è preceduta da un corteo storico che costituisce una rievocazione figurata della vita militare, civile e sociale del Quattrocento; il corteo parte dalla centrale Piazza del Popolo di Faenza alle ore 16 ed arriva fino allo Stadio.

Ai cavalieri più giovani, che non hanno mai gareggiato per il Niballo, è dedicato il "Torneo della Bigorda d'Oro" (sempre il 2° sabato di giugno, in questo 2013 il giorno 8). Il nome Bigorda deriva dall'antico termine provenzale "beort", che significa armeggiare in torneo. Lo stesso termine viene usato per la lancia di tipo leggero usato nelle moderne giostre cavalleresche.

 

 

Per maggiori informazioni sui Rioni di Faenza, sul Palio del Niballo e le altre iniziative http://www.paliodifaenza.it/ - Tel. 0546 691651.

 

 

 

Ufficio stampa Società di Area "TERRE di FAENZA"

Coop Aleph rif. Pierluigi Papi tel. 338 3648766 ppapi@racine.ra.it fax aut. 02700414712

 

 

 

venerdì 3 maggio 2013

Selvatico di pregio. Erbe spontanee in cucina lungo il fiume Lamone. La delegazione di Ravenna dell'Accademia Italiana della Cucina ha realizzato un inedito video-documentario

 
 
 

Selvatico di pregio. Erbe spontanee in cucina lungo il fiume Lamone

La delegazione di Ravenna dell'Accademia Italiana della Cucina ha realizzato un inedito video-documentario per valorizzare alcuni straordinari prodotti romagnoli come l'asparagina, gli stridoli, i raperonzoli, la salicornia

 

In occasione del 50° anno d'attività (1962-2012) la delegazione di Ravenna dell'Accademia Italiana della Cucina ha avviato un importante progetto che ha trovato la sua conclusione in questo 2013: la realizzazione di un inedito video-documentario dedicato alle erbe spontanee in cucina. "Selvatico di pregio. Erbe spontanee in cucina: il Lamone fiume romagnolo" è il titolo di questo medio-metraggio, della durata di circa 45 minuti.

 

Il Lamone è un fiume simbolo della Romagna, perché la percorre tutta, dal crinale appenninico (in verità nasce burocraticamente in Toscana, ma lui "le ha voltato le spalle") fino al litorale fra le straordinarie valli e pinete, un unicum per la Pianura padana.

Sul crinale appenninico la flora che lo circonda è punteggiata di varietà "da versante sud", come alcuni esemplari di cerro sughero, di corbezzoli e di agrifogli. Poi, scendendo, il Lamone acquisisce tutte le specie tradizionali di una Romagna che comunque ha il clima e l'aridità da "Italia mediterranea". Una sorta di nord del sud, che consente una concentrazione di essenze importanti per la nostra cucina. In pianura, conserva attorno al suo correre verso il mare un'ampia serie di erbe eduli, per poi infilarsi nelle valli e nelle pinete, dove regnano l'asparagina e gli stridoli, la rucola e i raperonzoli, fino alla salicornia e alle alghe delle nostre placide acque.

 

Il video ha messo al centro della ricerca di queste piante spontanee la cultura dei grandi cuochi romagnoli: "professionisti del gusto" e quindi i migliori interpreti per un'analisi sensoriale ottenuta applicando moderne tecniche di elaborazione e di cottura a questi straordinari prodotti. Oltre alle erbe anche fiori, radici, piccoli frutti, funghi. Si passa da Pier Giorgio Parini del "Povero Diavolo" di Torriana che da anni fa il risotto al cipresso a testimonianza di come il non edule possa diventare edule, fino a Vincenzo Cammerucci ("CaMi", Savio) che utilizza le alghe del nostro mare, una "insalata" d'acqua salata. I grandi appassionati e cercatori di erbe selvatiche come "Il Pettirosso" di Saludecio (Maria Franca Cupioli) e "Il Gambero Rosso" di San Piero in Bagno (Giuliana Saragoni) sfornano piatti d'antan impreziositi da fiori sgargianti. Remo Camurani, il re del carciofo moretto alla "Trattoria Strada Casale" fa delle erbe un complemento ineliminabile, mentre Silverio Cineri ("Silverio", Faenza) utilizza tutti i prodotti dei campi e dei boschi per far diventare piatti semplici invenzioni stupefacenti.

 

Oltre ai cuochi, nel video sono contenuti anche gli interventi di altri importanti esponenti di questa originale "filiera": "allevatori" di erbe e fiori eduli, ricercatori, raccoglitori. Tutti gli attori sono presenti, dall'Azienda Sperimentale della Regione "M. Marani" che fa selezione clonale di asparagina, salicornia, moretto, raperonzolo e che provvede ad allevare importanti specie selvatiche al servizio della ristorazione. Come pure aziende specializzate in erbe e fiori eduli, come Pizzi di Cesena, o chi da anni fornisce il mercato di spezie ed erbe essicate come l'Azienda Minardi di Bagnacavallo. Il problema è curare la filiera per far sì che prodotti eccezionali possano trovare valorizzazione nella nostra ristorazione e nelle tavole dei gourmet.

 

Di erbe e di prodotti del bosco in Romagna ci si è sempre cibati. E dal bosco, dalle pinete, dai prati incolti queste piante sono state prese e allevate. Oggi le erbe selvatiche e aromatiche sono tornate di moda, dopo anni di oblio durante i decenni di sviluppo degli ultimi 60 anni. La valorizzazione delle biodiversità ha contribuito alla loro riscoperta, ma soprattutto vi ha contribuito l'analisi delle loro qualità  gastronomiche, della loro concentrazione e della varietà di sapori e di aromi che le rendono centrali nella cucina d'autore di oggi e di domani. La riscoperta delle vecchie ricette e l'invenzione di nuovi piatti sono entrambi, oggi, obiettivi attuali e moderni.

 

«E' maturo il tempo per fare ricerca, selezionare le piante per allevarle e creare così un circuito fra selezione clonale-produzione-mercati-consumo da affiancare a una raccolta del selvatico controllata e rispettosa dell'ambiente – spiega Franco Chiarini, produttore del video e co-auore dei testi, assieme a Riccardo Vecchi – E' importante poter mettere a disposizione della ristorazione prodotti ad alta qualità gastronomica, in quantità sufficienti per una loro presenza "in carta" e per un periodo anch'esso sufficiente per affermare una rinnovata tradizione. L'asparagine di pineta e il carciofo "moretto" di Brisighella sono i prodotti simbolo di questa impresa, che abbinerà raccolta del selvatico a un allevamento "controllato". Altrettanto importante, oltre ai prodotti eduli tradizionali, è riuscire ad estrarre sapori e profumi dalle tante essenze importanti del bosco e delle pinete, utilizzabili anche in cucina per piatti innovativi che parlino delle nostre terre, della nostra unica e inestimabile ricchezza ambientale. In fondo, le grandi realtà gastronomiche spagnole guidate da Ferran Adrià o le innovazioni danesi imposte da René Redzepi continuano a monitorare il proprio territorio, da cui estraggono vecchi e inediti sapori che fanno grandi e uniche le loro cucine.»

 

Per il pubblico: maggiori informazioni e per richiedere il video

Franco Chiarini, tel. 347 7827175 - franco.chiarini@tiscali.it

 

 

 

Ufficio stampa: Pierluigi Papi tel. 338 3648766 info@pierluigipapi.com

lunedì 29 aprile 2013

Una primavera in fiore a Casola Valsenio (RA)

 
 
 

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Una primavera in fiore a Casola Valsenio

Il borgo collinare di Casola ospita un importante Giardino delle Erbe

e per tutto l'anno organizza eventi di carattere ambiental-gastronomico

 

Casola Valsenio (RA), sulle colline delle "Terre di Faenza" è un suggestivo borgo dell'alta Valle del Senio, prossimo a quella parte della provincia di Firenze che sconfina sul versante Adriatico dell'Appennino. La vocazione di Casola Valsenio è in quelle erbe officinali che già agli inizi del 1900 erano raccolte negli incolti, essiccate e vendute e delle quali nel 1938 il giovane Augusto Rinaldi Ceroni iniziò a sperimentarne la coltivazione. Un esperimento cresciuto fino a trasformarsi, nel 1974, in un vero orto botanico specializzato in piante officinali, dove su oltre 4 ettari vengono coltivate più di 400 varietà di erbe. Oggi il Giardino delle Erbe "Augusto Rinaldi Ceroni" rappresenta un importante punto di riferimento per tutto il mondo scientifico e per chi si occupa, per lavoro o diletto, di queste piante. E' dotato di un centro di documentazione, laboratori e olfattoteca; offre itinerari didattici, visite guidate, consulenze qualificate. Si possono acquistare piante, semi e prodotti derivati o passeggiare per i bei gradoni coltivati respirando un'atmosfera magica e profumata.

Oggi il Giardino è anche una delle porte di accesso al Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, un ambiente unico ricco di affioramenti gessosi, doline, fenomeni carsici e con una flora e una fauna davvero peculiari.

Dal giardino parte poi la Strada della Lavanda, che collega la piccola frazione di Zattaglia, posta nel cuore del Parco della Vena del Gesso Romagnola, alla Valle del Santerno.

 

Gli eventi "verdi" che animano il paese di Casola Valsenio sono strettamente legati a questa vocazione e al suo territorio.

In questa primavera 2013 il 25 e 26 maggio si svolgerà ERBE IN FIORE.

In programma ci sono visite guidate con riconoscimento e degustazione di erbe e fiori selvatici per l'alimentazione, degustazioni, incontri e laboratori. I ristoranti di Casola Valsenio propongono menù a base di di fiori ed erbe eduli primaverili.

In dettaglio il programma di questa edizione di Erbe in Fiore prevede:

SABATO 25 MAGGIO

Ore 14.30 Giardino delle Erbe - Laboratorio di raccolta delle erbe ed estrazione dei  principi attivi dalle piante officinali: La distillazione in corrente di vapore, gli ultrasuoni, la percolazione, la torchiatura.

Ore 18 aperitivo con fiori ed erbe del Giardino .

Ore 20,30 a Casola Valsenio, piazzetta della Casa della Cultura: i personaggi storici nel Paese delle Erbe. Rappresentazione con ingresso gratuito.

DOMENICA 26 MAGGIO (tutta la giornata si svolgerà al Giardino delle Erbe)

Dalle ore 10 alle 18 Mercatino dei prodotti con i fiori  officinali per la cucina e l'erboristeria, Giocando con i fiori laboratorio per  bambini dai 5 ai 12 anni a cura del centro il "Fiordaliso" di Casola Valsenio.

Ore 10 visita guidata al Giardino delle Erbe.

Ore 11 Le erbe aromatiche nella storia: viaggio nel tempo per conoscere le diverse  applicazioni e gli impieghi delle erbe aromatiche. Relatore prof. Alberto Bianchi.

Ore 11,30  Escursione guidata fra le erbe spontanee della Vena del Gesso Romagnola. Ritrovo, partenza e ritorno al Giardino delle Erbe con pranzo al sacco. Richiesto abbigliamento per escursione a piedi.

Ore 14 visita guidata al Giardino delle Erbe. Erbe e scoperta dei fiori in fitoterapia.

Ore 15.30 Le piante officinali  nelle allergie e nelle affezioni respiratorie. Incontro con il dr. Fabio Firenzuoli, medico chirurgo esperto in fitoterapia e fitovigilanza Azienda Ospedaliera-Universitaria Careggi Firenze.

Ore 17.30 visita guidata al Giardino delle Erbe alla scoperta delle erbe officinali a uso culinario.

Tutti gli appuntamento in programma nel corso di Erbe in Fiore sono a partecipazione gratuita.

 

 

Sempre nel mese di maggio, il Giardino delle Erbe di Casola Valsenio ha in programma altri interessanti appuntamenti.

Domenica 5 - Le erbe spontanee primaverili commestibili. Passeggiata con riconoscimento e raccolta delle erbe  buone da mangiare. Al termine, degustazione dell'insalata del nonno. Ogni partecipante deve avere con se un uovo sodo. Ritrovo al giardino delle erbe alle ore 16. Costo € 5,00.

Domenica 12 - Fiori officinali di maggio. Visita guidata al Giardino delle Erbe alla scoperta dell'utilizzo dei fiori officinali di stagione. Al termine degustazione di tisana con l'utilizzo dei fiori officinali. Ritrovo al Giardino delle Erbe alle ore 15. Costo € 6,00.

Domenica 19 -  Piante tossiche e velenose di stagione: riconoscimento e precauzioni. Ritrovo al Giardino delle Erbe alle ore 15. Costo € 4,00.

 

 

Nel mese di Giugno, sabato 29, al Giardino delle Erbe e nel centro storico di Casola Valsenio si svolgerà la "GIORNATA DELLA LAVANDA" (n.d.r. programma ancora in via di definizione al momento dell'invio di questo comunicato stampa). Scriveva il Professor Augusto Rinaldi Ceroni, fondatore del giardino oggi a lui intitolato, in merito alla lavanda: «pianta elegante, distinta ed incantevole porta ovunque la distensione, il folclore, la bellezza, il profumo ed è capace di esalare una vivace e sana freschezza che si espande tutto intorno lasciando una scia di fragranza». La lavanda è diventata un po' il simbolo di Casola Valsenio tant'è che le è stata dedicata anche una strada: l'idea di percorrere a piedi, in auto, in bicicletta le vie di collina con il profumo della lavanda era sicuramente di grande interesse ed un sogno che si è coronato nel 1991. Lungo questa strada, ovviamente, si trova anche il Giardino delle Erbe.

 

 

Per informazioni generali: www.terredifaenza.it, tel. 0546 71044

 

 

 

 

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mercoledì 24 aprile 2013

Piccolo dal grande gusto: il Carciofo Moretto di Brisighella (RA)

 
 
 
 

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Piccolo dal grande gusto: il Carciofo Moretto di Brisighella

Il 12 e 19 maggio una sagra per celebrare questo prodotto tipico autoctono che raggiunge le massime espressioni organolettiche nei tipici calanchi gessosi

 

Il comune di Brisighella può vantare numerosi prodotti tipici, vere e proprie eccellenze a livello nazionale. Sicuramente il più famoso e rinomato di tali prodotti è l'olio extra vergine d'oliva, ma merita una menzione di tutto rispetto anche il piccolo Carciofo Moretto. Il Moretto potrebbe essere definito "autoctono dell'autoctono", infatti quello vero si trova solamente nel comune di Brisighella e, ancor più con precisione, soprattutto nei tipici calanchi gessosi con una buona esposizione al sole. In tali luoghi riesce a raggiunge le massime espressioni organolettiche, che ne fanno un prodotto inimitabile e dal sapore autentico e inconfondibile.

 

Per celebrare questo prodotto nel mese di maggio prende vita la "Sagra del Carciofo Moretto", in programma nelle domeniche 12 e 19.

 

Il carciofo non è altro che il bocciolo dell'infiorescenza che si raccoglie immaturo, cioè prima che sbocci, fine aprile e maggio. Il "Moretto" è una varietà rustica, sulla quale non sono stati fatti interventi genetici e ciò ha consentito di mantenere inalterate nel tempo le caratteristiche e gli aromi originari, diversamente da altre varietà largamente coltivate nel bacino del Mediterraneo. La pianta del "Moretto" si presenta come un cespuglio che può raggiungere un'altezza di 150 centimetri, il fusto è eretto con getti basali chiamati "carducci" che vengono usati per la riproduzione. Le foglie, verdi-grigiastre, sono grandi e spinose, pendenti all'infuori. Il suo sapore è leggermente amaro, fresco, appetitoso. Il "Moretto" si mangia crudo e leggermente lessato, condito con sale e olio, preferibilmente con il rinomato "Brisighello", col quale si sposa molto bene in quanto i due prodotti hanno una base aromatica comune.

 

Sono molte e gustose le ricette che si possono realizzare utilizzando il Carciofo Moretto: capesante arrostite su crudità di Moretto e Olio di Brisighella, tagliolini calamari e Moretto, mezzelune con Moretto a formaggio di fossa, insalatina di Moretto con caprino in parmigiano croccante, tagliatelle al ragù di agnello sul Moretto all'aceto balsamico, strudel al moretto, crespelle ripiene di cuori di Moretto, cappelli di prete con ripieno di Moretto e ricotta.

 

E' DISPONIBILE UN DOSSIER SULLE CARATTERISTICHE DEL CARCIOFO MORETTO E UN RICETTARIO CON LE RICETTE SOPRA RIPORTATE.

 

Per informazioni:

Ufficio Informazioni Turistiche Brisighella tel. 0546 81166 www.terredifaenza.it

 

 

 

 

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lunedì 22 aprile 2013

ANNULLATO RADUNO AMAZZONI

Buon pomeriggio, mi hanno appena comunicato che l'equiraduno amazzoni e cavalieri di Riolo Terme è stato ANNULLATO!
Scusandomi per il disagio, invio i miei più cordiali saluti.
 
Pierluigi
 
 
Pierluigi Papi
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venerdì 19 aprile 2013

Amazzoni e Cavalieri arrivano a Riolo Terme (RA)

Sono a disposizione immagini fotografiche in alta definizione.
 
Cordialità
 
Pierluigi Papi
 
 

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Amazzoni e Cavalieri arrivano a Riolo Terme

A metà maggio è in programma la seconda edizione dell'equiraduno: un'occasione unica per scoprire la natura, la cultura e l'enogastronomia  di questo spicchio di Romagna

 

 

Per tutti gli amanti del cavallo il 17, 18 e 19 maggio 2013 a Riolo Terme (Ra) si svolgerà la seconda edizione dell'equiraduno Amazzoni e Cavalieri, organizzato dall'Associazione Sportiva Ippoverde. L'evento prenderà vita fra le bellezze dell'Appennino romagnolo, tra dolci colline, torrenti, boschi, rocche e castelli che caratterizzano il comprensorio turistico delle "Terre di Faenza": un paradiso per gli amanti dell'ippoturismo!

 

Gli itinerari che condurranno i partecipanti all'equiraduno – e gli accompagnatori - alla scoperta di questo spicchio di Romagna sono un attento mix di natura, cultura ed enogastronomia, unendo molteplici interessanti aspetti all'insegna di un turismo eco-compatibile e responsabile.

 

Si andrà dal divertimento di una tranquilla passeggiata in campagna alla scoperta di fenomeni geologici inconsueti come quelli che si possono trovare nel Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola e i Calanchi di Argilla Azzurra che costellano il morbido profilo collinare di elementi insoliti, dall'attraversamento di suggestivi borghi ai percorsi della Corolla delle Ginestre: itinerari, praticabili oltre che a cavallo anche a piedi e in mountain bike da inizio primavera ad autunno inoltrato, che permettono di cogliere appieno la ricchezza dell'ambiente di questo interessante comprensorio turistico tutto da scoprire. I percorsi segnalati della Corolla (circa 55 Km a piedi, circa 70 Km a cavallo e in mountain bike) sono praticabili interamente o per parti, in una o più giornate, usufruendo dei servizi forniti dalle strutture ricettive poste lungo il percorso.

 

Il tutto, ovviamente, senza trascurare la degustazione di prodotti tipici come il pregiato olio d'oliva di Brisighella e gli apprezzatissimi vini DOC, ma anche le conserve, la frutta, i dolci caserecci, i prelibati primi piatti (tagliatelle, cappelletti, strozzapreti), le erbe aromatiche e lo Scalogno di Romagna IGP, che attenderanno le Amazzoni e i Cavalieri lungo le diverse tappe del percorso.

 

Tutti i giorni, poi, prenderanno vita coinvolgenti eventi, come cene tipiche, merende campestri, la sfilata e la benedizione dei cavalli davanti all'imponente Rocca di Riolo Terme.

 

L'Equiraduno Amazzoni e Cavalieri di Riolo Terme è finanziato nell'ambito del progetto di cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013 denominato "Julius", volto alla promozione del patrimonio e delle iniziative sportive delle province transfrontaliere di questi due Paesi. L'Unione della Romagna Faentina è partner progettuale di Jiulius ed è impegnata nella realizzazione dell'evento.

 

Per conoscere il programma dettagliato http://www.ippoverde.it/

 

 

Info: Associazione Ippoverde tel. 349 4654535, associazione@ippoverde.it

 

 

 

 

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giovedì 18 aprile 2013

Positiva la campagna dell’ortofrutta autunnale di Terremerse; La Cooperativa ha liquidato oltre 43 mila ql. di prodotto

 
Positiva la campagna dell'ortofrutta autunnale di Terremerse

La Cooperativa ha liquidato oltre 43 mila ql. di prodotto fra susine Angeleno, kaki, pere William e zucche, per un totale di € 1.445.000 erogato ai Soci

 

Con la liquidazione ai Soci conferenti si e conclusa la campagna di commercializzazione dell'ortofrutta autunnale (susine Angeleno, kaki, pere William e zucche) di Terremerse «che possiamo valutare complessivamente in maniera positiva e con un andamento migliore rispetto alla produzione di ortofrutta estiva» dichiara Egidio Mordenti, Direttore Ortofrutta della Cooperativa.

 

«Terremerse ha liquidato 20.749 ql. di pere William, 11.569 ql. di susine Angeleno, 8.696 ql. di kaki e 2.350 ql. di zucche, per un totale complessivo di 43.364 ql. di ortofrutta autunnale. La liquidazione complessiva erogata ai Soci e stata pari a € 1.445.000 – precisa Mordenti - Le produzioni sono state influenzate dall'andamento anomalo dell'estate che ha causato molte difficoltà nell'assicurare idonei apporti idrici alle colture.»

 

Le susine Angeleno hanno registrato un aumento del 35% di quantità conferita rispetto al 2011 e la media di liquidazione della prima (calibro 40 +) e stata pari a € 0,42/Kg. Per il prodotto integrato e € 1,00/Kg. per il prodotto biologico. L'andamento stagionale e stato avverso in pre-raccolta per le abbondanti e prolungate piogge di inizio settembre e questo aveva creato timori per la tenuta del prodotto nella campagna commerciale. Tuttavia i risultati finali si possono considerare soddisfacenti.

 

Le pere William hanno registrato un calo produttivo del 35% e questo ha sicuramente aiutato l'andamento di mercato che e stato buono per il prodotto da fresco e sufficiente per la destinazione industriale. Il prezzo medio di liquidazione del prodotto di I° per il mercato fresco è stato pari a € 0,53/Kg. per il prodotto integrato e di € 0,88/Kg. per il prodotto biologico.

 

I kaki hanno registrato un calo di produzione del 35% e l'andamento commerciale e stato buono per il kako tipo (Loto di Romagna) e sufficiente (comunque inferiore alle attese) per il Rojo Brillante. Il kako tipo ha avuto un prezzo medio di liquidazione per la prima 22 oltre di € 0,52/Kg. per il prodotto integrato e di € 0,68/Kg. per il prodotto biologico. Il Rojo Brillante ha avuto un prezzo medio di liquidazione per la prima 22 oltre di € 0,46/Kg. per il prodotto integrato e di € 0,62/Kg. per il prodotto biologico.

 

Gli ettari seminati a zucche sono diminuiti del 35% rispetto al 2011 e di conseguenza sono diminuite anche le quantità conferite. La Cooperativa commercializza un prodotto prevalentemente destinato alla trasformazione industriale e quindi i prezzi non si discostano di molto nel corso degli anni. Nel 2012 il prezzo medio liquidato per le zucche Violine e stato pari a € 0,14/Kg per il prodotto integrato e € 0,32 per il prodotto biologico. E zucche di varieta Delica sono state liquidate a € 0,25 per il prodotto integrato e € 0,42 per il prodotto biologico. Questo andamento dei prezzi e stato superiore di circa il 20/30% rispetto alle medie degli ultimi anni.

 

 

 

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